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Ultimo aggiornamento: 07/04/2010

Lago di Molveno

Il più esteso lago alpino italiano di origine naturale

Lago di Molveno

Il Lago di Molveno è il più esteso lago alpino di origine naturale posto in territorio italiano. E' posto ad una quota superiore agli 800 metri e la sua origine risale all' epoca postglaciale (3000 - 3500 anni orsono) ed è dovuta a sbarramento della valle  rodotto da una enorme frana staccatasi dalla montagna sovrastante. (Crona Saltera). Il lago ha una superficie di circa 3.2 kmq per  una lunghezza massima di km 4.4 ed una larghezza di km 1.5. La profondità media è di metri 49.3, la profondità massima raggiunge la ragguardevole misura di metri 123.

Il Lago è incorniciato a ovest dalle vette della catena centrale (le più imponenti del Gruppo di Brenta, a sud-est dalla dorsale del massiccio montuoso Paganella-Gazza-Monte Ranzo. A nord-est sulle rive del lago, sorge l'abitato di Molveno. Degno ornamento è costituito da estese foreste di faggi ed abeti che si contendono il sole a partire dalle rive del lago, su su sino ai 2000 metri delle pendici delle vette.

Risalendo il corso dei suoi affluenti ci si inerpica nelle più suggestive vallate del settore meridionale del Gruppo di Brenta. In pieno territorio del Parco Naturale Adamello Brenta le acque del torrente Massodi scandiscono le giornate di uomini ed animali con il loro perenne scroscio. Da sempre la valle dei Massodi costituisce il punto di partenza privilegiato per tutte le escursioni che dal primo mattino sud a est, hanno come destinazione le vette ed i rifugi del Brenta (Cima Brenta, Catena degli Sfulmini, Campanile Basso). Dagli 823 metri delle rive del lago di Molveno si arriva ai 2700 m delle Bocche di Brenta, degli Armi e del Tuckett, che costituiscono lo spartiacque orografico tra la Val Rendena e il territorio di Molveno.

Lago di Molveno e Gruppo Brenta

Il torrente Ceda attraverso la forra del Bondai scava il suo corso nella omonima valle lambendo le enormi pareti della cima Ceda e del Monte Daino. La valle di Ceda non conosce insediamenti antropici: due antiche malghe che denotavano la presenza umana si sono arrese alla azione del tempo. La sua conformazione selvaggia e punto accessibile ai mezzi a motore fanno si che questa solitaria valle sia abitata da molti animali del parco, in primo luogo lepri, caprioli e, in alto in alto, camosci. Terzo emissario, ma non in ordine di importanza, del lago di Molveno è il rio Lambin che da est porta le acque dell' altipiano della Paganella verso il lago.

Il suo corso si snoda tra grandi abetaie e congiunge gli abitati di Andalo e Molveno dopo 5 km di bellissime passeggiate. Nelle acque azzurre e profonde del lago ovviamente trovano la loro ideale dimora i tipici rappresentanti del modo ittico delle acque dolci: il persico reale, la trota marmorata, il salmerino, la carpa, la tinca, il barbo, il cavedone, e via via le specie minori. In queste condizioni la pratica dello sport della pesca rappresenta una attrazione invincibile per gli appassionati.

 

Nei mesi centrali  estivi un tuffo nel lago, pur sempre corroborante, non rappresenta una prodezza per pochi audaci, vista la mite temperatura dello specchio d'acqua riscaldato dal sole di Montagna. Un vento stagionale che spira da marzo ad ottobre, da metà mattina a fine pomeriggio, "l'Ora del Garda", rende oltremodo interessante e appagante la pratica degli sport eolici: vela surf, parapendio. Le rive del Lago di Molveno sono caratterizzate da una bellissima spiaggia nella parte settentrionale, da scogli, cale, spiaggette, prati e boschi altrove. Il suo perimetro è completamente percorribile a piedi, in bicicletta, a cavallo. La parte meridionale è delimitata (ad una quota ben maggiore) dalla strada statale 421 dei laghi di Molveno e di Tenno che collega la Valle di Non e la Piana Rotaliana al bacino del Garda e alla Val Rendena. Un nuovo sentiero circumlacuale consente di apprezzare da vicino la bellezza del Lago e delle antitstanti Dolomiti di Brenta.

Immediatamente dopo la seconda guerra tutto il lago di Molveno è stato interessato da lavori a scopi idroelettrici che hanno consentito lo sfruttamento delle acque del lago ai fini idroelettrici.Durante i lavori sono stati trovati sul fondo del lago reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo in zona sin da epoche lontane. I lavori pur rappresentando una minaccia per la sopravvivenza delle specie ittiche non hanno compromesso la bellezza dei paesaggi: le acque hanno mantenuto la loro purezza. 

Lago di Nembia

Recentemente la zona meridionale del lago è stata interessata da lavori di ripristino ambientale: la diga (mai utilizzata) che sbarrava il lago è stata abbattuta ed è stata data una nuova forma e vita al Laghetto di Nembia che da sempre costituiva la "valvola di sfogo" del più grande, lago di Molveno.

Forse il grande Antonio Fogazzaro rimarrebbe sconvolto dai cambiamenti intercorsi, ma certo avrebbe ancora tanti elementi per riproporre la sue celebre definizione: "Lago di Molveno: preziosa perla in più prezioso scrigno".Così pure Douglas William Freshfield, poeta inglese del secolo scorso ricorrerebbe alle stesse immagini per illustrare il lago di Molveno:" l'intero quadro, più che un qualsiasi scenario alpino, richiamava alla mente qualche immaginario paesaggio di un grande pittore..."



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