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Home / DOLOMITI ALTE VIE / Alta Via delle Dolomiti n.3 Dei Camosci

Ultimo aggiornamento: 30/04/2010

Alta Via delle Dolomiti n.3

Dei Camosci: tappe, itinerari,varianti, tempi percorrenza, difficoltà

Cadini e Picco Vallandro

Questo interessante  percorso ha inizio in Val Pusteria, comune  di Villabassa - Niederdorf, raggiungibile con la statale della Val Pusteria nr 49 o attraverso la Statale  Cortina Misurina Dobbiaco. Per ferrovia dall'asse del Brennero linea  per Brunico e San Candido. 

 Normalmente  l'itinerario viene proposto in otto tappe, ciascuno però  potrà frazionare  il percorso secondo le proprie possibilità o necessità. Passando da otto rifugi si

Croda Rossa sud

attraversano  le Dolomiti di Braies, Rifugio Vallandro, Il Cristallo  per la Val Popena con la variante 2, il Sorapiss sino al Rifugio Vandelli, il Pelmo Rifugio Venezia, il monte Rite al Rifugio re Mauro, Il Bosconero all'omonima Casera, Sasso di Toanella sino all'omonimo bivacco. Nel suo insieme non presenta difficoltà particolarmente gravose. Nelle ultime due tappe non ci sono  rifugi e scarse sono le possibilità di rifornimento idrico.

Scheda informativa

Località di partenza Villabassa-Niederdorf, m.1153
Località  di arrivo Longarone, m.474
gruppi montuosi attraversati 5
numero rifugi presenti sul percorso, varianti escluse 8
numero bivacchi presenti sul percorso 1
informazioni turistiche e logistiche Associazione turistica Valle di Braies; Associazione Turistica Sesto Pusteria;
 Ufficio Informazioni di Belluno (belluno@infodolomiti.it, tel.0437 940083) Ufficio Informazioni di Auronzo (auronzo@infodolomiti.it, tel.0435 9359); Ufficio Informazioni di Forno di Zoldo (fornodizoldo@infodolomiti.it, tel.0437 787349), Ufficio Informazioni di Cortina d'Ampezzo (cortina@infodolomiti.it, tel.0436 3231); Ufficio Informazioni di Calalzo di Cadore (calalzo@infodolomiti.it, tel.0435 32348); Ufficio Informazioni di Pieve di Cadore (pievedicadore@infodolomiti.it, tel.0435 31644); Ufficio Informazioni di San Vito di Cadore  (sanvito@infodolomiti.it, tel.0436 9119);  Ufficio Informazioni di Zoldo Alto (zoldoalto@infodolomiti.it, tel.0437 789145).
cartografia Della Casa Editrice Tabacco, in scala 1-25000 cartine numero  031 per Braies, 03 Dolomiti Ampezzo, 025 per la Val di Zoldo.
quota massima, percorso normale Forcella Ciadìn del Lòudo, 2378 m
numero giorni medio proposto 8
numero approssimativo ore totali, varianti escluse, di percorrenza netta. 40-45
distanza in chilometri 100 circa
difficoltà E, EE e per pochi tratti EEA
periodo apertura rifugi 20 giugno - 20 settembre ( chiedere per eventuali prolungamenti), prima e dopo ci si può servire dei locali invernali annessi  ai rifugi alpini. Si consiglia la prenotazione.
periodo consigliato fine giugno- settembre (secondo condizioni di innevamento)
meteo ARPA VENETO
trasporti pubblici Sistema integrato di Trasporti pubblici della provincia di Bolzano
 Dolomitibus, trasporto pubblico locale bellunese;
 La centrale della mobilità=muoversi informati in Provincia di Belluno
 Trentino Trasporti

Descrizione del percorso

Pratopiazza e Croda Rossa

PRIMA TAPPA: Da Villabassa-Niederdorf al Rifugio Vallandro-Dürrensteinhütte, m.2040. Tempo di percorrenza, al netto delle soste, ore 8 circa, segnavia n.27, 15, 16, 33, 40.  Dislivello in salita m.1500, dislivello in discesa m.620. Da Villabassa si prende il sentiero 27  che in direzione sud ben presto incontra il s. 15 che sale la Putzgraben passando  per la Putzalm. Qui si gira ad est per il s.16  sino al Passo di Suis, m.2013.

 Qui si piega a sud prendendo il s. 33 che attraversa il Monte Serla (Sarlkofel), supera ad est la Punta Serla sino alla Forcella Flodige Sattel dove si abbandona  s.33 per seguire un sentiero ben tracciato ma senza numero in direzione sud ovest che porta alla Forcella di Chiesa, m.2280. Di qui il sentiero costeggia le pendici del Picco di Vallandro  e inoltrandosi ancora più a sud raggiunge la distesa dove, un po' più a valle, ci  sono i Rifugi e l'Albergo di Pratopiazza (sin qui volendo, salvo divieti, accertarsi, anche con la propria vettura partendo dalla statale della Pusteria). Proseguendo con il s.40 in breve si arriva al Rifugio Vallandro, Duerrenstein Huette.

 
 

Croda Lago e Becco di Mezzodi

SECONDA TAPPA: Dal Rifugio Vallandro al Rifugio Vandelli, m. 1926. Tempo di percorrenza, al netto delle soste e escludendo il tratto lungo la statale di circa 15 km (tre ore abbondanti), ore 5 circa, segnavia n. 34, SS 48b e SS 48, 215.  Dislivello in salita m.370, dislivello in discesa m.980 (escluso il tratto su strada statale). Difficoltà EE e per un breve tratto EEA.

 Con il sentiero 34 ci si porta sulla Strudelkopfsattel (Sella di Monte Specie), di qui si discende la Val Chiara, qualche tratto attrezzato,  e in direzione sud si arriva sulla Statale 51 in prossimità dell'Hotel Dreizinnen-Blick. Qui si aprono diverse opzioni di scelta: a) raggiungere a piedi lungo la statale (meglio almeno sino a Carbonin la pista ciclabile sul tracciato della vecchia ferrovia)  per Carbonin, Misurina e il Passo Tre Croci e di qui salire al Rifugio Vandelli (tre ore e mezzo di statale + altre due di sentiero, 8-9 ore in tutto), b) raggiungere il Passo Tre croci con il Taxi e poi salire al Rif. Vandelli, cinque ore a piedi + tratto in auto;  c) percorrere la Variante " lungo la Val Popena bassa e alta e raggiungere direttamente  il Passo Tre Croci dopo aver superato la Forcella Popena.

Si attraversano così le pendici orientali del Monte Cristallo. Dall' Hotel DreizinnenBlick ci si porta a Carbonin e quindi  si segue la statale 48 per poco più d un chilometro sino al Ponte di Marogna dove,

Tre Cime di Lavaredo

sulla destra  si prende un sentiero senza numero che dopo una breve risalita corre in direzione sud parallelamente alla statale  sino a incrociarla nei pressi del Ponte di Val Popena Alta.. Qui si imbocca una stradina poi sentiero nr 222, in direzione sud, e lo si segue  sino alla Forcella di Popena Alta  per discendere poi verso sud ovest sino a intersecare la statale 48.

 Seguendola verso  ovest si arriva in breve al soprastante Passo tre Croci, m.1860.  Di qui in due ore con il s.215 al rifugio Vandelli, ore 11 complessive seguendo l'itinerario normale sino all'Albergo DreiZinnen-Blick.  Variante 1: dal Rifugio Vallandro si scende  lungo la Val di Specie, s.37,  direttamente a Carbonin (si perdono le bellezze del Lago di Landro e  il bel  panorama sulle Tre Cime di Lavaredo) e da qui  si può proseguire per le statali sino al Passo tre Croci abbreviando il percorso di circa  2 ore, ovvero circa 6,30 - 7 ore complessivamente

Pelmo e Alpe Mondeval

TERZA TAPPA: Dal Rifugio Vandelli a San Vito di Cadore.  Dislivello in salita m.600, dislivello in discesa  1500 metri. Difficoltà EE, con breve tratto EEA. Sentieri n. 215, 216, 223, 214, 426. Ore 7 circa. Si segue il s. 215 che aggira il Sorapiss a nord ovest, si segue poi il s.223 sino al Rifugio Tondi (impianti a fune  Faloria da Cortina). Da qui si percorre una stradina verso ovest e in prossimità della stazione sommitale di un impianto di risalita si imbocca il s. 214 che discende la Val Orita e con alcune stradicciole raggiunge la statale 51 in località Zuel che si trova a ovest  di San Vito di Cadore  (possibilità di servizio autobus). Proseguendo a piedi, per evitare la Statale è bene attraversare Zuel e portarsi alla Frazione Socol, direzione sud est, e di qui percorrere il s.426 sino a San Vito.

 Variante 3: dal Rifugio Vandelli a San Vito di Cadore per il sentiero attrezzato  Francesco Berti,  piuttosto impegnativo anche se più corto della via normale (circa 5 ore complessive). Con il s. 215 si risale verso ovest sino alle "Tonde di Sorapiss" dove si incrocia i s. 242. Si procede per il 242 verso sud lungo la Cengia del Banco, si supera la Fopa de Matia-Sorapiss proseguendo lungo un percorso  tormentato ed esposto con pericolo di caduta sassi in qualche punto. Arrivati al bivio con il s.241 lo si prende in discesa e lo se segue sino a Dogana Vecchia da dove seguendo la statale in circa 7 km si arriva a San Vito di Cadore.

 

Rifugio Venezia e Antelao

QUARTA TAPPA: da San Vito di Cadore al Rifugio Venezia - De Luca, m.1946.  Dislivello in salita per via normale, m.980 circa, m.50 in discesa. Tempo necessario ore 3,30, s. 470.  Difficoltà E.  Ci si inoltra nel cuore del Monte Pelmo.  Si Parte  da San Vito in direzione ovest verso la frazione Serdes da dove per una serie di stradine si imbocca il s. 470 che risalendo la Costa Brusada e attraversando il Bosco di Pecol porta infine al Rifugio con una facile traversata.

QUINTA TAPPA: dal Rifugio Venezia al Rifugio Remauro-Forcella Cibiàna.
Dislivello in salita m.500, in discesa m 900 circa, tempo 6 ore, sentieri n. 471, 475, 493, 456, 494, 478,479. Difficoltà : EE .  Lunga traversata verso oriente sorpassando  il Col  Duro e raggiungendo la sommità del panoramico Monte Rite. Dal Rifugio Venezia si prende il s. 471 sino al Passo di Rutorto dove si piega verso est con il s.475.  Si prosegue sino ad incontrare  e imboccare un sentiero sulla destra, senza numero, che aggira il Monte Pena  sino ad intersecare il s. 493.

 Al bivio si prosegue verso sinistra, est. Proseguendo per circa 500 metri si incontra e si imbocca un altro sentiero che in direzione sud  porta al laghetto di Palù de Senta e va a confluire nel sentiero 456. Si segue quest'ultimo in direzione est ed in breve si giunge al Rifugio Giampietro Tamanini, m.1582. Di qui si imbocca il s. 494 seguendolo sino alla  Forcella di Val Inferna, m.1748 ( di qui proseguendo con il 494 possibilità rientro anticipato, senza la risalita del Monte Rite, sulle statale 351a poche centinaia di metri dal Rifugio Remauro).

 

Antelao e Sorapiss

Dalla Forcella di Val Inferna si piega a est per il s. 478 fino a intersecare l'Anello Zoldano e seguirlo verso sud, destra, fino alla forcella deona dove si incontra la rotabile del mOnte Rite che porta al rifugio Dolomites. Da qui con una breve escursione si guadagna la panoramica cima del Monte Rite. Dal Rifugio Dolomites un servizio di Navette riporta alla Forcella  Cibiana, oppure a piedi, per i numerosi tornanti dell'anello zoldano. Una buona scelta potrebbe consistere nell'accorciare la quinta tappa pernottando al panoramico Rifugio  Dolomites.

SESTA TAPPA: dal Rifugio Remauro-Forcella Cibiàna al Rifugio Casèra di  Bosconero. Dislivello in salita m.450, in discesa m 650 circa, tempo 3-4 ore. Difficoltà EE. Sentieri 483 e 485. Il tratto più impegnativo di questa rilassante tappa è la salita della Forcella Ciavazoles, m.1994, per poi fiancheggiare le pendici occidentali del Sasso di Bosconero.

SETTIMA TAPPA: dal Rifugio Casèra di Bosconero al Bivacco Tovanella per il Viàz de le Pónte. Dislivello in salita m.1040, in discesa m 810 circa, tempo 5 ore circa. Difficoltà EE e per un tratto  EEA . Sentieri 490 e 482. Traversata na nord a sud lungo la cresta di Toanella che separa le Valli del Piave dalla Valle del Maè.  In questa tappa e nella seguente non ci sono rifugi e nemmeno sorgenti, è d'uopo quindi provvedere al caso. Si raggiunge dapprima la Forcella di Toanella, m.2150, per calare con una certa attenzione al percorso  in Val Toanella. IL sentiero procede verso sud e supera la cima spostandosi nella parte occidentale in prossimità della forcella del Viaz de le Ponte. Mantenendosi ora sempre verso ovest il sentiero 482 valica la Porta de la Serra, m.2050  circa  e scende al bivacco Tovanella, m.1688.

San Vito di Cadore

OTTAVA TAPPA: dal Bivacco Tovanella a Longarone in Val di Piave. Dislivello in salita m.150, in discesa m 1040 circa sino a Podenzoi, 1370 sino a Longarone, tempo 3 ore. Difficoltà E, facile. Sentiero 482.

I tempi di percorrenza sono  del tutto indicativi e si riferiscono al superamento per ogni ora di cammino, soste escluse, di un dislivello in salita di m.350, m.500 in discesa, km 2,5  di lunghezza nei tratti pianeggianti.  Quando si parla di "sentiero alpinistico e di percorso alpinistico" si intende  tracciati che richiedono  capacità di percorribilità e livello di attenzione ed esperienza diverse da quelle  dei sentieri escursionistici, presentano maggiore grado di esposizione ai dirupi, attraversamento di tratti  innevati o su terreno malsicuro. Le indicazioni qui contenute sono tratte da  testi  o documenti di pubblica consultazione, possono contenere errori  e possono non essere sempre aggiornati sia per le condizioni di percorribilità di strade e sentieri sia per  i recapiti dei rifugi:  si consiglia vivamente  di munirsi di una buona cartina e di verificare periodi di apertura e transitabilità delle vie di accesso.




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