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Home / DOLOMITI ALTE VIE / Alta Via delle Dolomiti n.2 Delle Leggende

Ultimo aggiornamento: 30/04/2010

Alta Via delle Dolomiti n.2

Delle Leggende: itinerari, tappe, tempi percorrenza,difficoltà.

Rifugio Genova

Questo affascinante percorso tra i picchi delle Dolomiti altoatesine  e  le guglie delle Pale di San Martino sino alle Vette Feltrine fu ideato da Mario Brovelli e realizzato con l'importante contributo di Sigi  Lechner.  L'itinerario collega idealmente Bressanone con Feltre, due cittadine ai piedi delle Alpi, trasportando gli escursionisti dal

Nebbie Pizes Puez e Duleda

 rigido clima alpino continentale al più dolce clima del litorale veneto che è di tipo sub-mediterraneo. 

 L'alta Via  delle Dolomiti numero 2, detta "delle leggende" ripercorre per certi aspetti una antica via transalpina, la Claudia Augusta Altinate, via romana di carattere precipuamente militare che collegava l'Adriatico con il bacino del Danubio. Nel suo percorso da nord ovest a sud est vengono attraversate numerosi Gruppi Dolomitici quali la Plose, Il Putia, le Odle, il Puez, il Gruppo del Sella, la Catena del Padon, Cima Bocche, le Pale di San Martino, le Alpi Feltrine.

 Il nome della Via prende origine da numerosi  miti e racconti fantastici che le popolazioni locali si sono tramandate in modo  diverso sia nelle  valli ladine, le cui "storie"  avevano protagonisti personaggi straordinari legati al mondo pastorale, sia nelle valli feltrine,  dove le leggende avevano protagonisti  più foschi e terrificanti e ricordavano esseri come l'orco o "el diaol" o le streghe..

Scheda informativa

Località di partenza Bressanone
Località  di arrivo Feltre
gruppi montuosi attraversati 8
numero rifugi presenti sul percorso, varianti escluse 14
numero bivacchi presenti sul percorso 2
informazioni turistiche Associazione turistica Valle di Braies; Consorzio Turistico Alta Badia; Consorzio Turistico Val Gardena; Consorzio Turistico  Valle Isarco; Apt Val di Fassa, Apt San Martino Primiero
 Ufficio Informazioni di Belluno (belluno@infodolomiti.it, tel.0437 940083) Ufficio Informazioni di Agordo (agordo@infodolomiti.it - tel 0437 65205); Ufficio Informazioni di Alleghe (alleghe@infodolomiti.it, tel 0437 523 333); 
cartografia Della Casa Editrice Tabacco, in scala 1-25000 cartine numero  030, 07, 015, 06, 022, 023. Della Casa Editrice Lagiralpina  (tel.0432-800870) si possono utilizzare la carta n.11, n.8, n.7 , n.6 e n.5 rimanendo scoperta la zona di Bressanone per la quale si può utilizzare la nr 030 della Tabacco.
quota massima, percorso normale 2932 metri, Passo delle Farangole,
numero giorni medio 13 (14 se si sale al rifugio Plose senza funivia)
numero approssimativo ore totali, varianti escluse, di percorrenza netta. 80-85 ore
distanza in chilometri 180 circa
difficoltà E, EE (EEA per  alcuni tratti e varianti)
periodo apertura rifugi 20 giugno - 20 settembre ( chiedere per eventuali prolungamenti), prima e dopo ci si può servire dei locali invernali annessi  ai rifugi alpini.
periodo consigliato fine giugno- settembre (secondo condizioni di innevamento)
meteo ARPA VENETO
trasporti pubblici Sistema integrato di Trasporti pubblici della provincia di Bolzano
 Dolomitibus, trasporto pubblico locale bellunese;
 La centrale della mobilità=muoversi informati in Provincia di Belluno
 Trentino Trasporti

Descrizione del percorso

Odle di Eores da Nord

PRIMA TAPPA: Dal Rifugio Città di Bressanone (Plose Hütte, raggiungibile con funivia da Bressanone)) al Rifugio Genova (Schlüterhütte). Tempo di percorrenza, al netto delle soste, ore 5 circa, segnavia n.4. Percorso senza particolari difficoltà a parte un piccolo tratto attrezzato, comunque non difficile. Dislivello in salita 510 metri, dislivello in discesa circa m.650.  Variante 1: chi vuole evitare la salita al Rifugio Plose  può fermarsi a Valcroce, m.2050 e di qui  per stradine s. 17 e s. 8  sino al Rifugio Schaetzer, dal quale si prosegue con l'itinerario normale, s.4. Ci si dirige verso il Sass de Putia sorpassando a nord le Odle di Eores e aggirando il Putia  verso sud ovest valicando la Forcella di  Putia.

 

Alta val Cisles

SECONDA TAPPA: Dal Rifugio Genova-Schlüterhütte al Rifugio Pùez-Puezhütte. Ci si inoltra nel Gruppo del Puez con i sentieri 3, 2.  Dislivello in salita  850 metri, dislivello in discesa, m.670.  Ore 5,30-6,30 . Difficoltà EE, con  un breve tratto attrezzato.
 Variante 2: Dal Rifugio Genova al Rifugio Pùez per il Sentiero delle Odle, più facile ma più lungo (circa 9 ore) percorso molto panoramico e bello, consigliato se problemi di ghiaccio o neve vetrata  rendono difficile il passaggio della Furcia dla Roa. Si imbocca il sentiero 35 sino al Rifugio Malga Brogles e di qui il s. 6, 2b e 1  ( o altre possibilità data la fitta rete di sentieri) sino al Rifugio Firenze al Cisles. Da qui verso est con il s.2 e 3 (doppia numerazione) e poi al bivio per la forc Roa, seguire  solo il s.2, sud,  sino al Rif. Puez.
 Variante 3; si segue l'itinerario normale sino alla Forcella dla Roa, di qui si prende  il sentiero 2c attrezzato  Piz Duleda che confluisce nel s. 2, accorciando però il percorso di 90 minuti, per alpinisti esperti.

 

Lago Pisciadu

TERZA TAPPA: Dal Rifugio Pùez al Rifugio "Franco Cavazza" al Pisciadù. Sentieri 2 sino al Passo Gardena  e 666 per il massiccio del Sella. Ore 5 circa. Dislivello in salita m.570, dislivello in discesa  460 metri. Difficoltà EE, con breve tratto attrezzato. Variante 4: Dal Passo Gardena al Rif. Cavazza al  Pisciadu per la Ferrata Tridentina, magnifica salita per esperti.

Marmolada Vernel e Forcella

QUARTA TAPPA: Dal Rifugio  Cavazza al Pisciadù al Rifugio Castiglioni alla Marmolada.  Dislivello in salita per via normale, m.750 circa, m.1280 in discesa. Tempo necessario ore 6,30- 7,30. Difficoltà EE  con qualche breve tratto attrezzato. Si imbocca il s. 666 sino alla Forcella di Antersass, qui si prende il 647 sino al Rifugio Boè. Di qui con il s.627 sino alla Forcella Pordoi e all'omonimo Passo.  Ora si  imbocca il s. 601 che passa per il Sass Beccè e per il Rifugio Federola immettendosi nel Viel del Pan (la via del Pane)  fino all'omonimo Rifugio.  Di qui si prosegue  con il 601  sino al Lago Fedaia e al Rifugio Castiglioni

Passo San Nicolò

QUINTA TAPPA: Dal Rifugio Castiglioni alla Marmolada al Passo San Pellegrino. Dislivello in salita m.1100, in discesa m 1200 circa tempo 2 ore di strada asfaltata + 5 di sentieri. Difficoltà: facile a parte la lunghezza.  Ci si dirige ad est verso il Passo Fedaia, qui si segue la strada di 9 km sino a Malga Ciapela.  Da qui si imbocca il s.610 sino al bivio  con il s.689. Si segue il s. 689 e poi il 694 sin dopo la Forca Rossa. Proseguendo per il sentiero 670 si arriva al Rifugio Fuciade e in breve al Passo di San Pellegrino. 
 Variante n.5: molto impegnativa, percorso alpinistico, sia per difficoltà che lunghezza (ore 8 circa). Si sale con il S.606 o con la cabinovia a Pian dei Fiacconi, m.2626. Si prosegue con il s. 606 sino a Forcella Marmolada, m.2896, superando una parete attrezzata  e un tratto di ghiacciaio. Dalla Forcella si scende sempre con il s.606 sino al Rifugio Contrin, di qui si prosegue con il s.607 superando il Passo delle Cirelle, m.2683, per poi scendere sino al Rifugio Fuciade e al Passo San Pellegrino.

SESTA TAPPA: Dal Passo San Pellegrino al Rifugio "Volpi" al Mulàz. Dislivello in salita m.1100, in discesa m 500 circa, tempo 7-8 ore. Difficoltà EE, con un breve tratto attrezzato. Sentieri 658 e 751. Con il s.658 si raggiunge in direzione sud est il passo Valles, di qui con il.751 si raggiunge il rifugio Volpi al Mulaz, m.2581

 

Passo Mulaz

SETTIMA TAPPA: Dal Rifugio "Volpi" al Mulàz al Rifugio "Pedrotti" alla Rosetta. Dislivello in salita m.750, in discesa m 760 circa, tempo 5 ore circa. Difficoltà EE e EEA sul Sentiero delle Faràngole. Si percorre da nord est a sud il gruppo delle Pale. Con condizioni di neve e ghiaccio potrebbe essere indicato l'uso di piccozza e ramponi al Passo delle Farangole, in alternativa percorrere la Variante 6.
Variante 6, più semplice, ma  più lunga. Con il s.710 si scende al Passo Rolle percorrendo la statale e relative scorciatoie sino all'imbocco dei sentieri 725 e 21. Si raggiunge il Rifugio Malga Pala e il Col Verde da dove parte la funivia per il Rosetta. Tempo totale ore 5 senza funivia, ore 3 con funivia.

OTTAVA TAPPA: Dal Rifugio "Pedrotti" alla Rosettaal Rifugio Pradidàli e al Rifugio Treviso. Dislivello in salita m.720, in discesa m 1600 circa, tempo 7 ore. Difficoltà EE con un tratto di EEA. Sentieri 702, 715, 709, 711 e 707.
 Variante 7: meno impegnativo e più breve, assai meno panoramico, si scende la Val Pradidali con il s. 709 sin nei pressi del Cant del Gal (Baita Ridonda, m.1186), al bivio con il s. 707 si risale la Val Canali sino al Rifugio Treviso. Ore 6.

 NONA TAPPA: Dal Rifugio Treviso al Passo Ceréda. Dislivello in salita m.1150, in discesa m 900 circa, tempo 5 ore circa . Difficoltà EE. Sentiero 718.

 

Rifugio Boz e Vette Feltrine

DECIMA TAPPA: Dal Passo Ceréda al Bivacco Feltre "Walter Bodo" e al Rifugio "Bruno Boz" Dislivello in salita m.1200, in discesa m 600 circa, tempo 3 ore circa . Difficoltà EE  con qualche tratto attrezzato. Sentiero 801. Tempo ore 6-7.

UNDICESIMA TAPPA: Dal Rifugio "Bruno Boz"  al Rifugio Dal Piaz Dislivello in salita m.900, in discesa m 650 circa, tempo 7 ore circa . Difficoltà EE e qualche tratto attrezzato

 DODICESIMA TAPPA: Dal Rifugio Dal Piaz a Croce d’Àune e a Feltre, in discesa m 990 m fino a Croce d’Àune, 1670 m fino a Feltre . Difficoltà: facile. Tempo ore 6 fino a Feltre. Sentiero 801 e strada.

I tempi di percorrenza sono  del tutto indicativi e si riferiscono al superamento per ogni ora di cammino, soste escluse, di un dislivello in salita di m.350, m.500 in discesa, km 2,5  di lunghezza nei tratti pianeggianti.  Quando si parla di "sentiero alpinistico e di percorso alpinistico" si intende  tracciati che richiedono  capacità di percorribilità e livello di attenzione ed esperienza diverse da quelle  dei sentieri escursionistici, presentano maggiore grado di esposizione ai dirupi, attraversamento di tratti  innevati o su terreno malsicuro. Le indicazioni qui contenute sono tratte da  testi  o documenti di pubblica consultazione, possono contenere errori  e possono non essere sempre aggiornati sia per le condizioni di percorribilità di strade e sentieri sia per  i recapiti dei rifugi:  si consiglia vivamente  di munirsi di una buona cartina e di verificare periodi di apertura e transitabilità delle vie di accesso.




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