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Home / DOLOMITI ALTE VIE / Alta Via delle Dolomiti n.1 La Classica

Ultimo aggiornamento: 10/11/2010

Alta Via delle Dolomiti n.1

La Classica: tappe, itinerari, montagne, rifugi.

Lago Braies

Il primo e forse il più rinomato dei grandi itinerari dolomitici si snoda da nord verso sud, questo è il senso di percorrenza adottato dai più, passando in varie tappe dal Lago di Braies a Belluno. Veramente alto il numero dei gruppi montuosi attraversato: Dolomiti di Braies, di Fanes, Le Tofane, Nuvolau, Croda da Lago, Pelmo, Civetta, Antelao, Pramper, San Sebastiano, Schiara. 

Via ferrata Tofana Rozes

Per semplicità questo lungo itinerario può essere suddiviso in tre parti: a) dal Lago di Braies alle Tofane; b) dalle Tofane al Civetta; c) dal Civetta al Belluno. Per raggiungere il Lago di Braies la strada migliore è la Val Pusteria oppure la Statale Cortina Dobbiaco. Per ferrovia  si prende la linea del Brennero sino a Fortezza e di qui si cambia con la linea per  Brunico Dobbiaco, scendendo a  Monguelfo o a Villabassa. Per ritornare da Belluno a  Braies  si possono utilizzare i mezzi pubblici con qualche cambio (in alta stagione c'è un collegamento diretto, verificare).

Alta Via delle Dolomiti n.1 - La Classica

Località di partenza Braies in Val Pusteria
Località  di arrivo Belluno
gruppi montuosi attraversati 11
numero rifugi presenti sul percorso, varianti escluse 15
numero bivacchi presenti sul percorso 1
informazioni turistiche Associazione turistica Valle di Braies; Associazione Turistica Sesto Pusteria;
 Ufficio Informazioni di Belluno (belluno@infodolomiti.it, tel.0437 940083) Ufficio Informazioni di Agordo (agordo@infodolomiti.it - tel 0437 65205); Ufficio Informazioni di Alleghe (alleghe@infodolomiti.it, tel 0437 523 333);  Ufficio Informazioni di  Arabba  (arabba@infodolomiti.it, tel 0436 79130); Ufficio Informazioni di Auronzo (auronzo@infodolomiti.it, tel.0435 9359); Ufficio Informazioni di Forno di Zoldo (fornodizoldo@infodolomiti.it, tel.0437 787349), Ufficio Informazioni di Cortina d'Ampezzo (cortina@infodolomiti.it, tel.0436 3231); Ufficio Informazioni di Calalzo di Cadore (calalzo@infodolomiti.it, tel.0435 32348); Ufficio Informazioni di Pieve di Cadore (pievedicadore@infodolomiti.it, tel.0435 31644); Ufficio Informazioni di San Vito di Cadore  (sanvito@infodolomiti.it, tel.0436 9119);  Ufficio Informazioni di Zoldo Alto (zoldoalto@infodolomiti.it, tel.0437 789145).
cartografia Della Casa Editrice Tabacco, in scala 1-25000 cartina n 031 (Braies- Fanes), 03 (Dolomiti Ampezzane) ,015 (Marmolada Pelmo Civetta), 025 (Dolomiti di Zoldo e Cadorine) e 024 (Prealpi e Dolomiti Bellunesi);
quota massima, percorso normale Rifugio Lagazuòi, 2752 metri
numero giorni medio 12
numero approssimativo ore totali, varianti escluse, di percorrenza netta 55-60
distanza in chilometri 120-130
difficoltà da EE (escursionisti esperti) a EEA (escursionisti esperti  attrezzati) con un tratto al Marmol attrezzato
periodo apertura rifugi 20 giugno - 20 settembre ( chiedere per eventuali prolungamenti), prima e dopo ci si può servire dei locali invernali annessi  ai rifugi alpini.
periodo consigliato fine giugno- settembre (secondo condizioni di innevamento)
meteo ARPA VENETO
trasporti pubblici Dolomitibus, trasporto pubblico locale bellunese;
 La centrale della mobilità=muoversi informati in Provincia di Belluno

Descrizione del percorso

PRIMA TAPPA: Dal magnifico  Lago di Bràies al Rifugio Biella, m.2327, alla Croda del Becco, ore 3,30 circa, segnavia n.1. Percorso senza particolari difficoltà. Dislivello in salita 900 metri.

SECONDA TAPPA: Dal Rifugio Biella al Rifugio Fànes, m. 2060. Si procede in direzione sud  ovest per il sentiero n 6 sino al Rifugioi Sennes e poi  per il s. nr 7 transitando dal Rifugio Pederù.. Dislivello in salita  565 metri, dislivello in discesa, m.830.  Ore 4,30-5. Senza particolari difficoltà.

TERZA TAPPA: Dal Rifugio Fànes al Rifugio Lagazuòi, m.2752. Sentieri 10, 11,  20b e 20. Ore 5. Dislivello in salita m.1080, dislivello in discesa  380 metri. Difficoltà EE. Si passa per Malga Fanes Grande, per il Passo Tadega e la Forcella del Lago, m.2345, si supera il laghetto  di Lagazuoi e seguendo il s. 20 si arriva alla forcella e a Rifugio Lagazuoi, punto più alto dell'Alta Via n. 1

QUARTA TAPPA: Dal Rifugio Lagazuòi al Rifugio Nuvolau, m. 2575. Percorso assai panoramico che  presenta la possibilità di alcune varianti nei pressi della Forcella Col del Bos. E' consigliabile prima di proseguire per i sentieri 402 o per il più panoramico 404, una visita  alla Galleria del Castelletto, famosa per le vicende belliche (necessaria la torcia, alcuni tratti del percorso di rientro alla forcella sono attrezzati). Dislivello in salita per via normale, m.650 circa, m.800 in discesa. Tempo necessario ore 5-6. Difficoltà EE. Si prendono  sentieri n.20 sino a Forcella Lagazuoi, poi n.401 sino alla Forcella Travenanzes  e 401-402, doppia numerazione si alla Forcella Col del Bos. Qui la via più corta è seguire il s.402, la più interessante  è seguire il s.404 lungo la parete della Tofana di Rozes sino al bivio con il s. 403 che si imbocca in discesa fino alla stradina che porta al Rifugio Dibona senza raggiungerlo, si prende il bivio per il 412 e dopo il s.440 sino al Rifugio  Nuvolau.

QUINTA TAPPA: Dal Rifugio Nuvolàu al Rifugio Città di Fiume. Dislivello in salita m.260, in discesa m 910 circa tempo 4-5 ore. Difficoltà EE  ed EEA nel primo tratto sino al Passo Giau. Si prende il s. 438 e il 443 per scendere al Passo Giau, di qui sent. 436 sino alla Forcella di Ambrizzola e alla Casera Prendera dove si imbocca il s.458 e lo si segue sino alla Forcella Col de Roan e infine al Rifugio Città di Fiume. Una variante più dolce  (si evita la discesa attrezzata al passo Giau) ma più lunga (circa 6,30 ore) prevede il passaggio dai Rifugi 5 torri e il Rifugio Palmieri in riva allo splendido Lago Federa. Dal Rifugio Nuvolau si imbocca il s. 439 superando i Rifugi Scoiattoli e Cinque Torri. Giunti a una stradina  la si segue sino a prendere il s.437 e poi il 434 che aggira lo sperone ovest della Croda da Lago e porta al Rifugio Palmieri.D qui si prosegue con il s.434 sino alla forcella Ambrizzola da dove si prosegue con il s.436 seguendo l'itinerario normale, sopra descritto.

SESTA TAPPA: Dal Rifugio Città di Fiume al Rifugio Venezia e a Pala Favèra.  Dislivello in salita m.580, in discesa m 1000 circa, tempo 5-6 ore. Difficoltà E, EEA per il sentiero Flaibani. IL percorso attraversa  con il s.480 dedicato a Gino Flaibani, il Massiccio del Pelmo per la Forcella di Val D'Arcia, di qui con una ripida discesa in direzione sud si raggiunge il Rifugio Venezia. Da qui si prende il s.472 fino si aggira il Pelmo verso sud e ci si dirige verso ovest imboccando il s. 474 che  porta a Pala Favera dove ci sono buone possibilità di pernottamento.  Questa tappa presenta 3 varianti: la prima  (n.4 in ordine di partenza dall'inizio) consente un  rientro anticipato dal Rifugio Città di Fiume al Passo Staulanza. La seconda (variante  n.4) consente di raggiungere il Rifugio Venezia evitando l'attraversamento del Pelmo e con un percorso parzialmente a ritroso conducei a Pala Favera.. La terza variante (n.5) prevede di raggiungere il Rifugio Coldai passando per la Casera Bela Mont o Vescovà e Pioda.

SETTIMA TAPPA: Da Palafavèra al Rifugio  Sonino al Coldài, al Rifugio Tissi e al Rifugio Vazzolèr. Dislivello in salita m.840, in discesa m 660 circa, tempo 6 -7 ore. Difficoltà E. Si aggira in ambiente grandioso con viste mozzafiato il massiccio del Civetta  percorrendo i sentieri 564, 556 e 560 (563).

OTTAVA TAPPA: Dal Rifugio Vazzolèr al Rifugio Carestiato. Dislivello in salita m.450, in discesa m 440 circa, tempo 4 - 4,30 ore. Difficoltà E. Sentieri 555 e 554.

NONA TAPPA: Dal Rifugio Carestiato al Rifugio Sommariva al Pramperét. Dislivello in salita m.840, in discesa m 660 circa, tempo 5 ore circa . Difficoltà E. Sentiero 549 , statale 347 e s. 543. Si passa dalle pendici della Moiazza all'attraversamento dei Gruppi San Sebastiano Tamer, Castello di Moschesin e Pramper.

La Variante n.6 prevede di raggiungere il rifugio Sommariva circoscrivendo a Nord est il Gruppo San Sebastiano passando dal Bivacco Angelin e da Malga Pramper (s. 536 e 523 ore 7 dal Rif. Carestiato).

DECIMA TAPPA: Dal Rifugio Sommariva al Rifugio Pian de Fontana. Dislivello in salita m.550, in discesa m 750 circa, tempo 3 ore circa . Difficoltà E Con il sentiero 514 si prosegue verso sud lungo le Cime di Zita e il Talvena.

UNDICESIMA TAPPA: Dal Rifugio Pian de Fontana al Bivacco del Màrmol. Dislivello in salita m.840, in discesa m 200 circa, tempo 4 ore circa . Difficoltà EE e qualche tratto di EEA al Màrmol (I e II grado). S. 514. Ci si inerpica lungo le ispide pendici della Schiara. Chi vuole evitare le difficoltà del Marmol, impiegando circa lo stesso tempo può  percorrere la variante 7: Dal Rifugio Pian de Fontana al Rifugio Bianchet, alla Val Vescovà e alla Statale Agordina, s.514 e 518,  portando a termine così con un giorno di anticipo l'Alta via delle Dolomiti, n.1.

DODICESIMA TAPPA: Dal Bivacco del Màrmol al Rifugio 7° Alpini, Case Bortòt e Belluno. Dislivello in salita m.100, in discesa dai 1500 in su a seconda di dove si arriva, se le case Bortot, o Bolzano Bellunese o Belluno. Tempo dalle 5 alle 7 ore. Difficoltà EE e EEA lungo la ferrata del Marmol. s.514, 503 e 501.

I tempi di percorrenza sono  del tutto indicativi e si riferiscono al superamento per ogni ora di cammino, soste escluse, di un dislivello in salita di m.350, m.500 in discesa, km 2,5  di lunghezza nei tratti pianeggianti.  Quando si parla di "sentiero alpinistico e di percorso alpinistico" si intende  tracciati che richiedono  capacità di percorribilità e livello di attenzione ed esperienza diverse da quelle  dei sentieri escursionistici, presentano maggiore grado di esposizione ai dirupi, attraversamento di tratti  innevati o su terreno malsicuro. Le indicazioni qui contenute sono tratte da  testi  o documenti di pubblica consultazione, possono contenere errori  e possono non essere sempre aggiornati sia per le condizioni di percorribilità di strade e sentieri sia per  i recapiti dei rifugi:  si consiglia vivamente  di munirsi di una buona cartina e di verificare periodi di apertura e transitabilità delle vie di accesso.




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