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Ultimo aggiornamento: 12/12/2011

Dolomiti Alto Adige Sud Tirolo

Dal Latemar al Sella, dalla Plose alle Dolomiti di Sesto

Odle e Sas Rigais

I gruppi dolomitici altoatesini sono divisi dalle Dolomiti del Cadore dal PPasso di Campolongo, spartiacque tra le valli Badia e Val Cordevole. Le Dolomiti altoatesine o occidentali sono delimitate ad ovest dalla Valle dell'Adige e dell'Isarco, a Nord dalla Val Pusteria con il fiume Rienza, ad est dalla Provincia di Belluno e a sud ovest dalla Val di Fassa e Val di Fiemme sul cui territorio pure si estendono i Gruppi montuosi del Latemar, Catinaccio e Sassolungo, Sassopiatto e Sella.

Interamente in territorio sudtirolese si trovano i gruppi dei Tre Scarperi, Baranci, Dolomiti di Braies e Marebbe, Cunturines, Sass de Putia, Odle -Puez. Le Dolomiti di Sesto hanno la loro parte meridionale in territorio bellunese. La loro altitudine varia tra i 2700 e i 3190 metri (solo la Marmolada, la regina delle Dolomiti, supera i 3.300 metri). Le Dolomiti sono conosciute in tutto il mondo per la  straordinaria bellezza delle  forme ardite  di guglie torri e pinnacoli, simili a volte ad un titanico, al di là del tempo, "fermo immagine" che ha scolpito questi giganti in una fase della loro perenne danza nei cieli.

Note a tutti sono  le variazioni cromatiche delle loro rocce, composte essenzialmente di dolomite, visibili specialmente al sorgere e al declinare del sole: questi  cambiamenti di colori che passano dalle diverse sfumature del rosso al rosa pallido, all'arancione, sono conosciuti con il nome di Enrosadira. Nel primo conflitto mondiale lungo le Dolomiti si snodava la linea del fronte: dalla Croda Rossa di Sesto alle Tofane alla Marmolada sino al Passo San Pellegrino.

Sassolungo da sentiero F. August

Un fitta  rete di sentieri adeguatamente segnalati percorre in lungo e in largo queste montagne: la maggior parte sono alla portata  dei medi escursionisti, alcuni presuppongono particolare precauzione per l'attraversamento di canaloni innevati o ghiacciati.  Numerose anche le vie ferrate di varia difficoltà  che consentono di guadagnare le cime o punti particolarmente panoramici.

Nelle Dolomiti sono stati individuati alcuni grandi  itinerari, identificati da un numero racchiuso in un triangolo, che sono denominati "Alta Via". Si possono ricordare l'Alta Via n.1 , ovvero "la classica" che partendo dal Pragser Wildsee (lago di Braies) arriva a Belluno; l'Alta via n.2 o "delle Leggende" che ha inizio a Bressanone e  termina  a Feltre; l'alta Via n.3, o "dei Camosci" che da Villabassa arriva a Longarone; l'Alta Via n.4 o "di Grohmann" che principia da San Candido e finisce a Pieve di Cadore passando per le Tre Cime di Lavaredo, Sorapiss  e Antelao; l'Alta  Via n.5, "di Tiziano", si snoda tra Sesto Pusteria e Pieve di Cadore lungo la Catena delle Marmarole.

Molte sono le Vette che in varia misura hanno segnato la storia dell'alpinismo classico: La Croda dei Toni, la Punta dei Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo nelle Dolomiti di Sesto, La Croda Rossa d'Ampezzo, la Torre Fanis, il Sass Rigais, il Catinaccio ed il Sassolungo.

Note

I tempi di percorrenza sono del tutto indicativi e si riferiscono al superamento per ogni ora di cammino, soste escluse, di un dislivello in salita di m.350, m.500 in discesa, km 2,5  di lunghezza nei tratti pianeggianti.  Quando si parla di "sentiero alpinistico e di percorso alpinistico" si intende  tracciati che richiedono  capacità di percorribilità e livello di attenzione ed esperienza diverse da quelle  dei sentieri escursionistici, presentano maggiore grado di esposizione ai dirupi, attraversamento di tratti  innevati o su terreno malsicuro. Le indicazioni qui contenute sono tratte da  testi  o documenti di pubblica consultazione, possono contenere errori  e possono non essere sempre aggiornati sia per le condizioni di percorribilità di strade e sentieri sia per  i recapiti dei rifugi:  si consiglia vivamente  di munirsi di una buona cartina e di verificare periodi di apertura e transitabilità delle vie di accesso.

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